Pensieri & Parole

C come Corsa

Diciamolo: il 2020 è stato un anno difficile, per usare un eufemismo. Un anno che abbiamo passato perlopiù chiusi in casa, spesso da soli e quasi sempre online. Il 2021 non sta certo andando meglio, almeno qui in Italia. Non so voi, ma io mi sono data al mio sport preferito: mangiare. Come se affrontare una pandemia e la precarità non fosse abbastanza, alla fine sono pure ingrassata. E siccome a stare sempre chiusi in casa ci si deprime, e la scienza dice che lo sport fa bene all’umore, ho iniziato a correre.

Ebbene sì. Io, la persona meno sportiva del mondo, che prima di un intervento a entrambe le ginocchia non poteva neanche fare 10 metri, ho cominciato a correre.

‘Vedrai, è bellissimo’, mi dicevano alcuni runners (che poi, da quando abbiamo iniziato a chiamarli così?!). ‘Dopo un po’ diventa come una droga, e non sai quanto ti sentirai meglio’, commentavano alcuni amici.

Io, confesso, non è che mi fidi molto di quel che dice la gente (cliccare sul link per un’esperienza di lettura più intensa, o per cogliere la semi-citazione). Tuttavia, un po’ presa dalla claustrofobia, un po’ perché non mi entrano più i vestiti, ho deciso di provare. Ho persino creato una playlist su Spotify per darmi la carica! Così, attrezzata di cuffie, tuta acetata anni ’90 (letteralmente), magliettone largo dell’Ariano Folkfestival per celebrare la mia vita precedente, orologio semi-samrt, sono uscita di casa pronta a prepararmi per la prossima maratona di Ostia.

È stato un momento bellissimo. L’asfalto scorreva sotto di me dandomi sempre più carica. La sentivo quella scintilla di cui tutti parlavano, mi vedevo dal di fuori come nei film, la donna in carriera che in pausa pranzo va a correre. Cominciavo a vedermi magra, con un tubino nero aderente sfoggiando un fisico asciutto alla prima occasione post-pendemia. Senza fiato ma felice, controllo la mia performance sull’orologio che ha fedelmente riprotato ogni mio passo, valutando la cadenza e il battito cardiaco per ottimizzare l’allenamento.

Avevo fatto 400 metri. 400 metri e mi sentivo morire, senza fiato, sudata come mai nella vita, con i capelli che andavano da tutte le parti, che più che a una donna in carriera mi facevano sembrare medusa in uno dei suoi momenti d’ira.

Ora, io lo so che bisogna essere pazienti. Che ci vuole tempo, soprattutto quando si è fuori allenamento. Ma diciamolo, onestamente, senza filtri: correre fa schifo. È noioso, è faticoso, si suda, si puzza, si arriva spompati alla fine con le gambe pesanti che hai voglia a fare stretching! Oltreutto scatta quel meccanismo per cui alla fine mangi più di prima, perché ‘tanto ho fatto sport’ e si ritorna a dover trattenere la pancia per tentare di chiudere quei jeans che tanto ti piacciono. Insomma, una sofferenza.

Oggi ho comprato una corda per saltare. Pare sia divertente e sia un esercizio ad alta intensità paragonabile alla corsa per i benefici. La corsa la lascio ai runner. Cosa ci trovano loro di bello, non lo so. Io continuo a preferire il cioccolato fondente.

First Appearance: February 4, 1980 #peanutsspecials #ps #pnts #schulz #snoopy #okay #gang #jogging #no #exercise #stubborn #feet #nononono www.peanutsspecials.com

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