Libri

L come Libri #8

Almeno una volta nella vita ogni lettore si trova di fronte a un grande classico che non ha letto. Più passa il tempo, più la lista si allunga perché i libri assolutamente da leggere aumentano.

Solo nel 2018 in Italia sono stati pubblicati 75.758 libri secondo gli ultimi dati Istat disponibili. Settantacinquemilasettecentocinquantotto! Certo, di questi la maggior parte è pura monnezza, in fondo ormai scrivono e pubblicano libri cani e porci, incluse persone che fanno del non aver mai letto un libro in vita loro un vanto per poi finire primi nella classifica dei libri più venduti in Italia (no, non metterò il link al libro né farò nomi e cognomi, ne va della dignità di questo piccolo blog).

Anche ammettendo che di quei 75mila e passa libri di potenziali futuri grandi classici ce ne siano 5, moltiplicateli per gli ultimi 20 anni e ci ritroviamo con 100 libri da leggere assolutamente tra quelli pubblicati nel nuovo millennio. Sommate a questi 100 tutti i grandi classici già classici, penso a un Thomas Mann, a un Tolkien, a un Dostoevskij, a un Cesare Pavese, tanto per fare degli esempi, ed ecco che non basta una vita per leggerli tutti. Mettiamoci anche che alcuni di noi non resistono a un buon giallo da leggere sotto l’ombrellone o in quarantena, et voilà, ci si ritrova a trent’anni suonati senza aver mai letto delle vere e proprie pietre miliari della letteratura contemporanea.

Così è successo che un libro che mi girava in testa da un po’, che in un paio di occasioni ho accantonato perché ‘avrei dovuto leggerlo da giovane’, trova spazio in queste giornate di apatia e noia da quarantena.

Sto parlando de Il giovane Holden, The Catcher in the Rye di S. J. Salinger.

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Libri

L come Libri #7

Ovvero ‘i libri, quelli brutti davvero‘.

Questa quarantena l’ho iniziata facendo sogni di gloriose letture. Finalmente avevo il tempo per dedicarmi a tutti quei libri che normalmente non riesco a leggere. Un po’ perché non ho tempo, un po’ perché sono libri impegnativi che voglio godermi senza relegarli a ritagli di tempo. Parlo di romanzi come Anna Karenina del gigante Lev Tolstoj, o La montagna incantata di Thomas Mann, insomma quei pilastri della letteratura che ahimè ancora non ho letto. Invece, avendo come già menzionato la concentrazione di un criceto, ho deciso di intrattenermi con un bel thriller. Volevo una lettura leggera, accattivante e capace di distrarmi dalle cupe notizie che arrivano in questo mondo che lotta contro una pandemia.

Così, ho deciso di leggermi Il ladro di anime di Sebastian Fitzek, edito da Einaudi (2019).

Copertina del libro Il ladro di anime di Sebastian Fitzek

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Libri

G come Goodreads

Era la prima decade degli anni 2000 quando mi iscrissi su Anobii e iniziai ad annotare le mie letture online. Poi Anobii passò alla Mondadori, divenne più lento, lanciarono mille versioni beta ed esasperata migrai su Goodreads nel 2013. Frustrata dai problemi di esportazione della mia libreria virtuale da una piattaforma all’altra, decisi di tornare alla cara vecchia lettura privata. Poi, a gennaio 2019, decisi di ricominciare. Eccomi dunque di nuovo su Goodreads, a partecipare a reading challenges ed esplorare pagine e pagine di suggerimenti, accumulando libri nella wish list.

Per quanto si ponga un problema di privacy non indifferente anche quando si usano social apparentemente innocui come questi (ce lo spiega bene Kari Paul nel suo recente articolo pubblicato sul GuardianThey know us better than we know ourselves‘, ma già nel 2012 la questione sulla privacy della lettura l’aveva sollevata, sempre dalle pagine del Guardian, Jo Glanville), confesso che l’utilizzo costante di Goodreads ha avuto il suo impatto nella mia vita, non sempre positivo.

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Libri

L come Libri #6

Sei in libreria, senza un motivo particolare. Cioè, il motivo ce l’hai, ma lo hai già in mano e stai vagando tra gli scaffali alla ricerca di non si sa bene cosa. A un certo punto, ti cattura lo sguardo. Lo esplori velocemente, senti che ti ha chiamata e decidi che sì, lo vuoi. E lo prendi, felice come un bambino.

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“Everyone hates the perfect family. So you’ll love the Battles”, dice il retro del libro, ma sarà vero?

Libri

L come Libri #5

Avete presente quei libri che, per qualche strana ragione, vi ispirano a pelle e poi scoprite che sono definiti “casi editoriali” e acclamati da un vasto pubblico? Ecco, il libro di oggi, L’eleganza del riccio di Muriel Barbery è uno di questi.

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Come vi ho anticipato, questo libro mi ha attratta fin dal primo momento che  è apparso in libreria, con la sua allora copertina blu. Lo prendo? Non lo prendo? Ogni volta la stessa domanda. Infine, trovato su una bancarella di libri usati, alla modica cifra di 3 euro non potevo certo farmelo scappare!Mi avrebbe conquistata? Avrebbe soddisfatto i miei standard di lettrice bulimica? La mia curiosità sarebbe stata infine positivamente appagata? Risposte

Libri

L come Libri #4

Johnny, mio caro Johnny, partigiano delle Langhe, questo post è per te.

Conobbi Johnny circa un anno fa, ormai forse due o giù di lì. Fu una conoscenza difficile che interruppi molto presto, lasciando il partigiano da solo nel suo rifugio, circondato dalla letteratura inglese, la sua passione.

Una sera di gennaio, tuttavia, decisi di riprenderlo in mano. Il secondo sguardo fu fatale, ma la relazione non meno difficile della prima volta. Stavolta, però, è durata fino alla fine.

Il partigiano johnny Ma chi è Johnny?

Libri

L come Libri #3

E S come Sositene Pereira, il protagonista di oggi.

Non credo ci sia bisogno di introdurre questo meraviglioso libro di Antonio Tabucchi, uscito nel 1994 (Feltrinelli, 216 p.). Non mi soffermerò sulla splendida scrittura di Tabucchi, sulla bellezza di quel “sostiene” che tiene il ritmo, quel sentirsi partecipi di una confessione, ascoltatori privilegiati dei pensieri del dottor Pereira.

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Libri

L come Libri #2

I libri saranno i protagonisti assoluti di questa settimana. Grazie a un viaggio verso Sud e i consueti ritardi di trenitalia (45 minuti all’andata e 180 al ritorno!), ho avuto la possibilità di immergermi tra le pagine di libri, cartacei e non. Non solo cartacei, perché possiedo felicemente un ebook reader che, dopo le mie perplessità iniziali, ha dato una svolta alla mia schiena, consentendomi di portare tutti libri di cui ho bisogno concentrati in un grammo! Ma non è questo l’argomento del giorno.

Il mio viaggio è iniziato con gli ultimi tre capitoli de Il problema Spinoza, di Irvin D. Yalom (Neri Pozza, 441 pp., 2012). Ho solo una parola per definire questo libro: fantastico. No, ho mentito, ne ho anche un’altra: geniale. Assolutamente geniale.

il_problema_spinoza

Andiamo con ordine.

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L come Libri

Forse avrei dovuto aggiungere, nella mia breve descrizione, che sono una lettrice bulimica. Ricordo ancora mia madre, quando ero piccola, che cercava di farmi leggere libri al posto di fumetti. In particolare, ho bene impresso nella memoria il suo tentare di spacciarmi i romanzi di Salgari, che lei amava tanto da piccola, mentre io volevo solo leggere Topolino. E ci tengo a puntualizzare che, almeno all’epoca – che detta così sembra che io sia un’ottuagenaria -, il grande fumetto pubblicava storie del calibro di Piccole Papere  e Il mistero dei candelabri, che fecero conoscere a noi bambini i classici di Louisa May Alcott, Victor Hugo e Eugene Sue!
A un certo punto, però, è scattato qualcosa e da mia madre che insisteva affinché io leggessi, passammo a mia madre che mi rimproverava perché non si deve leggere a tavola. Queste mamme, mai contente!

Ma sto divagando. Dicevamo, L come Libri. E, oggi, L come Lilin.

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