PhD

C come Cambridge

Infine eccomi qui, a scrivere dalla mia nuova dimora inglese.

No, purtroppo niente finestrone Vittoriano con vista parco come sognavo. La mia finestra è piccola e da sul cortile. Già mi vedevo molto Jane Austen a scrivere e leggere guardando la pioggia battere sui vetri squadrati alti fino al soffitto.

Niente di tutto ciò.

La mia stanza è piccola, ovviamente ha la moquette e la finestra è piccola e senza vista. Ma ho un lavandino. E dio solo sa quanto possa salvarti la vita un lavandino privato quando condividi il bagno con altre sette persone. O meglio, sei, perché l’ottavo flatmate non si sa ancora chi sia. Sono qui da tre giorni e in casa c’è già il mistero dell’ottava persona! Sì, perché in casa siamo ben otto. Otto persone, due toilet, due docce e una cucina. E infinita moquette. Non capirò mai la mania degli inglesi per la moquette. E per le porte antincendio. Per andare in bagno, che dista forse tre metri dalla mia stanza, ne devo aprire (e tassativamente chiudere, pena invio di mail minatorie) ben tre.

Ossessione per la moquette e le porte antincendio a parte, il clima di casa non è male. Ovviamente io sono la peggior english speaker di casa, fonte di grasse risate tra i native British.

Inutile negarlo, si può aver studiato una lingua con infinito impegno, ma viverla e parlarla è tutta un’altra cosa. Mi capiscono e mi dicono che no, assolutamente, il mio inglese non è orrendo e anzi parlo bene. Ma la frustrazione di non riuscire ad esprimere ciò che si sta pensando e la sensazione di essere un passo indietro rispetto agli altri c’è ed è molto forte. Le limitazioni che si soffre ad esprimersi in una lingua che non è la propria richiedono uno sforzo di concentrazione davvero notevole. Ed è davvero difficile quando a ciò si aggiunge l’estrema stanchezza del trasferimento. Giro come una trottola da giorni alla ricerca di tutto ciò che mi serve. Un po’ Harry Potter a Diagon Alley. Ma senza Hagrid ad aiutarmi. Eccomi lì, sola, carica di buste, con le pentole, una spesa di sopravvivenza e infinite piccole cose necessarie il cui elenco sembra allungarsi ogni giorno.

Tutta sola.

Sotto il grigio cielo inglese.

E’ una vera pacchia!

Sono sola, libera, limitata dal punto di vista linguistico, è vero, senza finestra vista parco, vero anche questo, ma libera. Ogni giorno è una nuova scoperta, con le sue piccole difficoltà, ma è tutto una novità.

So che ricorderò questi giorni con tenerezza verso me stessa.

Sempre che io riesca a sopravvivere.

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(F)Utilities

T come TOEFL #2

Ma allora sei fissata con questo TOEFL? Hai appena aperto il blog, il tuo primo blog, e parli solo di questo esame?

Touché. Sono un po’ fissata? Forse. Il punto è che se hai bisogno di ottenere un punteggio alto (mettiamo 100, in linea generale il minimo richiesto per un PhD all’estero), il TOEFL può trasformarsi ben presto in un incubo. Non parliamo poi di chi è anche ansioso. Tipo me, per fare un esempio.

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Se vi siete ritrovati a guglare frasi del tipo “how to score 100 on toefl”, questo post potrebbe fare per voi. Clicca!

(F)Utilities

T come TOEFL

Ah, l’inglese, lingua veicolare con cui dobbiamo fare i conti fin da piccoli. Ancora ricordo le canzoncine che ci propinavano alle elementari. L’inglese, c’è chi lo ama, chi lo odia, e chi semplicemente lo ignora finché può. Ecco, io facevo parte di quest’ultima categoria, finché non ho avuto la brillante idea di fare domanda per un dottorato di ricerca in un’università estera. Ed eccolo lì, tra la documentazione richiesta, conditio sine qua non: il TOEFL.

Per chi non lo conoscesse, si tratta di un esame di certificazione internazionale di inglese (l’equivalente americano dello IELTS inglese). Un mostruoso test di quattro ore da passare a interagire con un computer. Eh già, perché gli americani hanno ben pensato che per essere più obiettivi la scelta migliore era gestire tutto tramite una macchina.

Come in qualsiasi esame di certificazione di lingua vi troverete di fronte a quattro sezioni: reading (brani universitari, dalla biologia alla zoologia passando per l’ingegneria edile e storia della medicina, tanto per fare un esempio concreto), listening (estratti di lezioni, anche qui potrete trovarvi di fronte a qualunque materia), speaking (diviso a sua volta in 6 diverse tipologie di domande) e writing (integrated task e independent essay). Il tutto per quattro deliziose ore, alla modica cifra di 240$ (ad oggi circa 181 euro), libri esclusi.

Calvin & Hobbes

In rete si trovano racconti, esperienze, consigli, tattiche e miracoli per superare questo orribile test che, sia chiaro, non testerà assolutamente il vostro livello di inglese ma i vostri nervi. La maggior parte dei siti internet vi offriranno strategie e magici strumenti per alzare il vostro punteggio. Pagando, ovviamente. Fortunatamente la rete è piena di risorse gratuite che vi aiuteranno a prepararvi. Vediamo quali sono. Clicca!