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I come Islanda

Sono in ritardo con questo post di circa  2 mesi  6 mesi – un dato perfettamente coerente con l’andamento del mio dottorato, tra le altre cose. Tuttavia, meglio tardi che mai, così eccolo qui: breve guida per godersi l’Islanda in quattro giorni (e mezzo).

Ho sempre sognato di andare in Islanda e fino a poco tempo fa era una meta che mi sembrava irraggiungibile. Ricordo ancora la prima volta che guardai i prezzi dei voli per Reykjavik, sospirando di fronte a cifre che mi sembravano irraggiungibili. E infatti si tratta di un viaggio piuttosto costoso che conviene prenotare con anticipo per cercare quantomeno di contenere il costo del volo, poiché il luogo comune ‘l’Islanda è carissima’ non è altro che pura verità. Ma procediamo con ordine.

La prima cosa che consiglio – se non viaggiate da soli – è affittare una macchina. È costoso, è vero, ma niente in confronto ai prezzi dei vari tour e dei trasporti in generale. In più, la libertà di poter andare dove si vuole senza alcuna restrizione è impagabile e a me e consorte ha permesso di vedere (quasi) tutto ciò che volevamo.

Giorno 1 – 9 dicembre. Atterrati a Reykjavik tardo pomeriggio, abbiamo preso la macchina e ci siamo sistemati nel nostro alloggio, rigorosamente Airbnb. Data l’ora di arrivo abbiamo mangiato un boccone in aeroporto, cosa che ci ha permesso di avere un assaggio dei prezzi islandesi, tra cui mi piace ricordare: 1lt di acqua alla modica cifra di (circa) 7€, pacco standard di patatine €10, panino da frigo €15. Arrivati a casa e posate le valigie ci siamo rimessi in macchina e siamo andati a caccia di aurore boreali, senza successo. Come noi, decine e decine di persone dotate di fotocamere e cavelletti attendevano le agognate luci, ma siam tornati a casa senza aver visto nulla se non nuvole. Questo è un po’ il problema: l’inverno è il momento ideale per vedere le aurore, ma spesso il cielo è coperto di nuvole. Bisogna essere pazienti.

Giorno 2 – sveglia all’alba, ovvero intorno alle 9,30, quando ancora è buio ma si intravedono i primi timidi raggi di luce. Dopo attente ricerche, ci siamo diretti a far la spesa al discount, il maialino giallo, dove abbiamo preso il necessario per mangiare nei giorni successivi. Una spesa sufficiente per 2 cene e 3 pranzi al sacco con annessa colazione ci sono costati solo circa €80. Da provare: ‘patatine di pesce’, ovvero pesce essiccato da mangiare come snack. L’odore è nauseabondo ma una tira l’altra.

Preparati i panini ci siamo avviati verso la nostra prima tappa: il golden circle. Data la libertà che offre la macchina, ci siamo fermati strada facendo per ammirare il panorama. Prima tappa: parco nazionale.

Islanda blog
Þingvellir (Thingvellir)

 

Da lì, ci siamo avviati versi Geysir, dove abbiamo assistito ad almeno tre eruzioni del geyser più grande. Da vedere assolutamente, senza contare che lo shop e café sono dotati di bagni (gratuiti). Essendo ormai notte, ci siamo avviati verso casa dove siamo arrivati alle 18. Tempo di un pisolino e una cena veloce, ci siamo rimessi in auto a caccia di aurore boreali. Data un’occhiata al sito che monitora l’attività elettromagnetica del sole, e visto il cattivo tempo con nuvole spesse a coprire il cielo, ci siamo avviati un po’ alla cieca verso la costa. Decidiamo di fermarci in un punto a caso, accanto a una spiaggia e ta-dah! Una magnifica aurora si palesa all’orizzonte, seguita da molte altre, un po’ evanescenti per via del velo di nuvole che le copriva, ma ugualmente mozzafiato. Un’esperienza incredibile.

Giorno 3 – tornati tardi la notte precedente, sveglia alle 10 con il sole che già iniziava a farsi vedere. Il tema del giorno sono state le cascate, la famosa Gulfoss, seguita dalla meno nota ma non meno spettacolare Seljalandfoss, dove si può persino andare dietro la cascata! Inutile dire che il -lungo- viaggio tra una meta e l’altra è stato degno di nota, tra case sperdute nel nulla, cavalli islandesi, laghi e terra lavica è stato tutta una scoperta.

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Gulfoss

Giorno 4 – infine, esplorata un po’ l’isola, ci siamo dedicati alla città. Il giorno è passato dolcemente visitando Reykjavik, il centro è molto piccolo e in poche ore abbiamo visto – da fuori – le attrazioni principali. Siamo anche stati intervistati da due gruppi di studenti delle elementari, in giro nonostante la pioggia a fare videointerviste ai passanti, adorabili.

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Reykjavik

 

Come sempre, verso le 6 eravamo a casa, breve riposo, sauna e via a cena. Ovviamente, cena a base di spiedini di pesce d-e-l-i-z-i-o-s-i. Una cena splendida che ha degnamente concluso il viaggio, accompagnata da passeggiata e vista di Reykjavik by night.

Giorno 5 – il rientro, non senza prima ripassare dal centro di Reykjavik per comprare qualche souvenir con le corone rimaste.

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Reykjavik

Non resta che pianificare un ritorno – in estate – e andare a vedere i vulcani, magari ricordandosi di portarsi una batteria di scorta per la macchinetta fotografica!